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Allenatori di scialpinismo

12/04 | di Enrico Marta© RIPRODUZIONE RISERVATA
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La polemica è latente ma scoppierà non appena uscirà il bando della Fisi Da qualche mese si parla insistentemente di questa figura che fino ad oggi non era contemplata in casa Fisi. Da anni qualche volonteroso si è adoperato per insegnare ai giovani i rudimenti di questa difficile disciplina: qualcuno era maestro di sci, qualcuno guida alpina, qualcuno entrambi ma altri non avevano titoli se non una grande passione e volontà.
Ora si tratta di codificare i requisiti per accedere al primo corso allenatori indetto dalla Fisi e a quanto pare, almeno dalle voci che ci sono giunte da più parti, parrebbe che l'unico requisito ammesso sia il titolo di maestro di sci. Un numero non precisato, ma limitato a poche unità, dovrebbe essere riservato a chi non possiede titolo alcuno ma già opera attivamente nei comitati e nei club e vanta un passato agonistico di un certo rilievo.
Il ragionamento della federazione non fa una grinza: d'altronde da sempre si accede al corso allenatori dopo aver conseguito il diploma di maestro di sci - ai miei tempi occorreva essere maestro di 1° grado - quindi siamo avvezzi a questo tipo di regola, ma sorge una domanda: e le guide alpine?
I maestri sono certamente preposti all'insegnamento delle tecniche di discesa, anche fuoripista, ma non riteniamo che possano essere preparati per quelle di salita e comunque per tutte le progressioni di tipo alpinistico che la disciplina presuppone. Ci sono certamente dei maestri che gareggiano nello ski-alp e conoscono queste tecniche ma sono state acquisite nel tempo e attraverso le gare non certo attraverso una formazione ad hoc.
E allora? Io spero vivamente che la Fisi si rimetta in discussione e che non provochi una rottura epocale con il mondo delle guide.
Io stesso, dopo una vita sulla neve, a parte i rudimenti ricevuti da ragazzino dai veci del Cai, ho potuto iniziare ad occuparmi di scialpinismo dopo un po' di gavetta con guide alpine come Stefano Della Gasperina e soprattutto con Fabio Meraldi che mi ha veramente aperto le porte di questo meraviglioso sport.
Perché non approvare una deroga ai regolamenti in cui si prevedano le due figure, soprattutto a livello di comitati e di grandi club in cui il maestro e la guida lavorano insieme a collaborano per offrire ognuno il meglio della propria formazione? Lo auspichiamo vivamente.
Che dire poi di coloro che operano da anni con i giovani e che non possiedono titoli né eclatanti passati agonistici? Li liquidiamo così? Riteniamo invece che la federazione per questo primo corso debba riconoscerne i meriti e fare una sanatoria per mantenerli in attività.
Insomma, anche i regolamenti più rigidi possono essere aggirati in occasione di questo importante primo corso che potrebbe rappresentare per l'Italia un vero salto di qualità per questa disciplina che si avvia a diventare olimpica.

Aspettiamo i commenti dei lettori che mi auguro pacati e costruttivi come sempre...

I COMMENTI DEI NOSTRI LETTORI

saliescendi - 26/10/2011 09:49

Bellissima l'idea di questa figura ma con la normativa come la mettiamo? Ad esempio in Trentino per poter portare persone fuoripista con gli sci da sci alpinismo, dietro pagamento (nel caso contratto con la società), si deve essere per forza guida alpina e qui cosa facciamo andiamo tutti assieme ad allenarci ....

moki - 14/04/2011 22:27

... parliamo di ALLENARE, .. preparare.. soprattutto saper applicare conoscenze ed esperienze in modo efficace e funzionale per elevare il livello e risolvere al meglio difficoltà....di interagire positivamente con ragazzi spesso in fase evolutiva in un contesto dinamico e cangiante.... e siamo qui a discutere se le competenze appropriate debbano avere origine dalla scuola di sci ..o dalla preparazione delle guide???? ... xchè non parliamo un pò anche di fisiologia?? o di adattamento biochimico allo stimolo..?? o ancora di TEORIA DELL'ALLENAMENTO ( ... vediamo un pò cosa ci insegnano i Russi??!! ) ... della capacità di calibrare la programmazione in funzione della situazione e/o dello stimolo ???... direi che la problematica si allargherebbe ben oltre il ristretto campo delle competenze spicciole del" saper ben sciare"... e del conoscere in modo adeguato la montagna.... L'allenamento è altro.... molto più complesso ..... che saper applicare correttamente dei principi: la variabile è l'atleta... con i cambiamenti...le difficoltà... gli infortuni... la sicurezza instabile......tutti potenzialmente , ex atleti x la propria eperienza diretta-, maestri di sci e guide alpine per altre competenze, potrebbero intervenire, ma il progetto - se vorrà essere serio e professionale - dovrà insistere sul livello di conoscenza specifica e sulla capacità di applicazione in itinere. ..... altrimenti rimane la solita ridicola "farsa" dei corsi di formazione..... che - permettete - il CONI ama!

skialp2011 - 14/04/2011 19:30

Ciao Marta, forse non sei troppo imparziale, anzi, il CONI demanda alla FISI il compito di formare gli allenatori per tutte le discipline, prima cosa diamo il merito a chi sta mettendo in piedi il corso dietro tantepolemiche e tu te ne sei dimenticato, da anni gente ne parla, ma solo aria nei polmoni per gonfiarsi davanti ai politici locali. Il regolamento FISI prevede che devi essere Maestro di Sci e questo è un dato di fatto, poi si parla di allenare, non devi andare su ghiacciaio o fare l' 8a, non devi fare corde doppie o altro di così impegnativo, il maestro di sci si può innoltrare sino a dove non deve utilizzare, corda, piccozza, ramponi e chido da ghiaccio, vedi legge apposita, in gara ne risponde l'organizzatore e il D.T. di tali tratti. Nel testo dei maestri di sci del fondo c'è scritta la progressione base da anni, non ha niente a che vedere con lo sci alpinismo attuale, ma lo sci alpinismo attuale non ha niente a che vedere nemmeno con le Guide Alpine e con i Maestri di Sci, senza contare la loro parcella, dicono che lo fanno per passione e volontariato, volontariato significa GRATIS, attualmente nel Piemonte, Valle d'Aosta , Alpi Centrali ci sono maestri di sci , nell'Esercito sono Maestri di Sci, ecc, non mi sembra che stiano facendo male il loro lavoro!!! C'è gente che non ha qualifiche e sta facendo un ottimo, lavoro, anzi ammirevole, per alcuni di loro ci sono dei posti riservati, leggi il regolamento attuale della FISI. QUANDO FACCIAMO QUALCOSA DI COSTRUTTIVO????? Quelli senza qualifiche chi si prende la responsabilità per loro? Firmi tu Marta? Le Guide Alpine vogliono i Maestri di Sci e le persone senza qualifica? NO NO NO! Quante Guide stanno facendo un lavoro per i ragazzi???? POCHE MOLTO POCHE. In discesa chi imposta i ragazzi? è vero ci sono dei maestri che non sanno sciare fuori pista, nemmeno in piosta! Una persona con la conoscenza dello Sci Alpinismo Laureata ISEF, dato che parliamo di allenare, non di fare corde doppie o KL, vale meno di tutti noi? chi si sta occupando di fare questo corso, perchè non chiedete a lui?

carletto - 14/04/2011 12:37

ciao, a tutti, questo e un bel argomento, e dico subito che concordo in tutto e per tutto il commento di dcanclin. io penso che in primis vadino premiate quelle persone che in questi anni senza nesun titolo ma con tanta passione anno lavorato con i giovani e anno aqquisito quella esperienza che ci vuole per portare avanti questo lavoro.fermarsi davanti a un titolo credo sarebbe la cosa piu sbagliata,io sono convinto che per partire nel modo giusto queste persone anno tutti i requisiti giusti per far un ottimo lavoro. poi una domanda o curiosita ma chi formerebbe questi futuri allenatori,che titolo devona avere?

omaroprandi - 14/04/2011 10:51

Come dice l'amico Luca: anche io ritengo che lo scialpinismo sia più legato al mestiere di Guida Alpina che di maestro di sci... sopratutto nei terreni alpinistici e per l'uso di attrezzatura alpinistica. Comunque, la cosa giusta sarebbe quella di creare allenatori (che siano sia Maestri o Guide) che siano anche "ottimi" ex atleti. Vorrei proprio vedere un maestro di sci attuale ad insegnare i 10 tipi di dietrofront in salita... e in gara si usano quasi tutti. E poi come la mettiamo con l'assicurazione, i nodi di corda, i crepacci, il Kit da ferrata, eventuali soccorsi (SENZA ELICOTTERO). Queste cose la Guida Alpina le conosce e le sa insegnare! Un saluto

mfunes - 14/04/2011 05:47

Ritengo che tra Maestri di sci, Guide Alpine ed ex atleti siano questi ultimi i più indicati allo scopo; inoltre lo vedo accadere anche ai miei modesti livelli quindi tali figure penso sarebbero adatte alla divulgazione della disciplina tra ampio pubblico.

robyheras - 13/04/2011 18:25

Conosco maestri che non sanno neanche sciare fuori pista :o !! Come possono fare gli allenatori!?! E' una figura molto sopravvalutata...In tutti i campi...! Ritengo la guida alpina sicuramente più "vicina" allo sci alpinismo, ma anche gli ex atleti hanno molto da dire a riguardo!! Speriamo che non ne esca la solita italianata! Roby

dcanclin - 13/04/2011 10:54

bravo Enrico, hai fatto bene a mettere in discussione la questione allenatori di scialpinismo anche perchè la stessa va discussa e le decisioni devono a mio parere essere condivise e non calate dall'alto come si intende fare ... Concordo con le osservazioni fatte da Enrico, sulla questione di chi ha fatto l'attività finora ed ha prodotto atleti che negli anni hanno conseguito anche risultati prestigiosi nello skialp, e che hanno accumulato esperienze che non vanno andate perse e concordo anche con le osservazioni fatte da pumapuma. Tra l'altro non si inventa niente di nuovo, se andiamo a leggere le direttive Coni sul sistema nazionale di qualifiche dei tecnici sportivi le azioni da intraprendere sono proprio queste e le Federazioni dovrebbero seguirle: la valorizzazione delle esperienze acquisite sul campo unitamente ad percorso formativo adeguato sono alla base del sistema, soprattutto per una disciplina dove si parte ex novo alla creazione dei tecnici; per quanto riguarda i requisiti richiesti (maestro di sci, guida alpina) eviterei di inserirli per evitare gli errori fatti già da altre discipline (vedi allenatori di fondo) dove vediamo per prima cosa che la tecnica agonistica differisce sostanzialmente dalla tecnica insegnata dal maestro di sci ed in seconda istanza, ma non per importanza, si evidenzia una situazione dove allenatori con esperienze (sia da ex atleti che conseguite sul campo in anni di attività), pur non essendo titolati producono atleti e conseguono con gli stessi ottimi risultati! ... anche dal punto di vista economico quali sono poi gli sci club di skialp che potrebbero accollarsi le spese per assumere un allenatore (maestro di sci - guida alpina) per fare la propria attività? ... io sono più propenso per incentivare ulteriormente chi per passione già da anni produce con fatica atleti per questa bellisima disciplina; siamo un piccolo mondo e per farlo crescere soprattutto a livello giovanile questa è la strada! ... comunque ben venga un sano confronto ... non partiamo con il piede sbagliato!!! ;) a presto ciao Davide

gbuonomini - 12/04/2011 22:20

La figura dell'allenatore di sci alpinismo nasce, giustamente, per dare una base tecnica regolata alla preparazione agonistica. Il notevole sviluppo delle competizioni ed il relativo accrescimento qualitativo e quantitativo degli agonistici richiedono certamente figure come quella dell'allenatore con certezze di una formazione adeguata e possibilmente di un minimo di ricerca dello sviluppo tecnico a livello federale. Se lo sci alpinismo sarà disciplina olimpica, e se la FISI intende battersi per questo in ambito CIO, non può esimersi dal creare figure tecniche regolate ed adeguatamente formate. Per fare questo però non basta solo istituire la figura dell'allenatore, la FISI dovrebbe istituire un percorso tecnico analogo a quello delle altre discipline invernali con almeno 3 figure chiave: maestro (per la tecnica), allenatore (per la preparazione agonistica), istruttore (per la formazione dei maestri e la "ricerca e sviluppo" della teoria tecnica). La figura della guida alpina - sacrosanta e di fondamentale importanza nell'alpinismo vero e proprio, con tutte le sue difficoltà e relativi pericoli - ha altri obiettivi e finalità non legate all'ambiente agonistico, così come le figure istituzionali del CAI sono totalmente legate al mondo dell'escursionismo e dell'alpinismo (sia esso in ambiente estivo o innevato). Bene dunque l'impegno della federazione, ma che sia rivolto alla creazione di un sistema per lo sviluppo agonistico e atletico della disciplina evitando confusione con le guide alpine ed il CAI e lasciando quindi alle altre figure "classiche" la totalità dell'impegno e delle responsabilità sul versante turistico e alpinistico.

aculoi - 12/04/2011 21:02

Ritengo che lo ski alp o sci alpinismo sia più legato al mestiere di guida alpina che di maestro di sci: corda, ramponi, roccia in salita, corda doppia qualche volta in discesa. Adamello ski Raid, Tour du Rutor e tante altre, dove sono i percorsi da maestro di sci? Certo giusto che l'allenatore non deve sapere andare in bici, di certo in macchina si va da pertutto, ma di solito un buon allenatore è un ex. Come si fa ad allenare sul percorso del Palaronda se non si sa fare sci alpinismo? Una volta ho letto un vs. articolo che diceva che occorreva essere guide alpine, e condivido in pieno. Tanto poi chi va a prendere chi si perde nelle montagne durante escursioni di sci alpinismo è quasi sempre una guida alpina. Bene, facciano allora le guide alpine un corso per Scienze Motorie o Allenatore, abbiano un buon curriculum di gare e comincino a fare " scuola ". Ai miei tempi per diventare maestro di sci bastava aver buoni punteggi FISI oggi ritengo non si debba sottovalutare il problema. Ben vengano le Guide Alpine. Un saluto Luca:o

pumapuma - 12/04/2011 20:35

provo a dare il mio contributo. Lo sci, e la figura del maestro di sci, è un'anomalia. In altri sport, dove non ci sono soldi o professionalità a numero chiuso in ballo, gli allenatori diventano tali dopo aver frequentato dei corsi ad-hoc. Un allenatore di ciclismo non deve saper andare in bicicletta e lo stesso vale per un allenatore di canottaggio o canoa. Deve saperli insegnare, motivare i ragazzi (perché formare allenatori serve ad allargare un movimento sportivo partendo da loro), organizzare e gestire gli allenamenti. Per farlo frequenta dei corsi organizzati a livelli progressivi. Perché non fare lo stesso nello scialpinismo? Nessun prerequisito o barriera all'ingresso (tanto è un mondo di volontari - inutile pensare a chissà quali guadagni, tranne che per pochissimi. Se l'obbiettivo è aumentare i numeri del mondo dello skialp e non creare una nuova provessione per pochi, la strada è già stata imboccata da molte federazioni "minori" ed è solo questa

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